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Con il termine di immobilizzazione si
definisce l’insieme delle tecniche e delle manovre
atte a non aggravare le lesioni subite dalla persona
vittima di trauma durante tutte le fasi di
spostamento, raccolta e trasporto.
La persona vittima di trauma deve sempre essere
immobilizzata, anche in assenza di segni o sintomi
caratteristici.
Nella vittima di trauma si deve sempre sospettare
una lesione vertebrale.
La posizione neutra della testa è quella che
assicura minor rischio di lesione midollare, essa
consente di ottenere il massimo spazio per il
midollo spinale all’interno del canale vertebrale;
permette inoltre una posizione alla colonna che non
sia né flessa, né estesa, né ruotata, né posizionata
lateralmente quindi un mantenimento dell’asse
testa-collo-tronco.
PRESIDI DI
IMMOBILIZZAZIONE PARZIALE:
COLLARE CERVICALE
CORSETTO ESTRICATORE
STECCOBENDE
COLLARI CERVICALI
Stabilizzata
manualmente la testa in posizione neutra, si procede
all’applicazione del collare cervicale, il cui scopo
è quello di fissare il collo in moderata estensione.
Il collare riduce il movimento della colonna
cervicale, ma non assicura di per sé
l’immobilizzazione, che deve essere eseguita su un
mezzo di immobilizzazione totale ( es: tavola
spinale ) per cui è necessario continuare a
mantenere la testa in posizione neutra anche dopo
l’applicazione del collare.
I collari cervicali rigidi sono disponibili in un
unico pezzo o a due pezzi e possono essere
posizionati sia a paziente disteso che seduto.
Per posizionare il collare cervicale servono
obbligatoriamente due soccorritori, uno per
posizionare e mantenere la testa in posizione neutra
l’altro per applicare il collare.
E’ necessario l’impiego di un collare della
dimensione giusta per garantire una corretta
immobilizzazione.
CORSETTO ESTRICATORE (ked)
L’impiego dell’estricatore permette di garantire
l’immobilizzazione in toto di testa-collo-tronco,
rendendo possibili l’estricazione di un ferito da un
luogo confinato
(es: abitacolo di un auto) senza rischio di
movimenti pericolosi per il rachide.
E’ un supporto rigido comprensivo di lacci per
immobilizzazione che permette di effettuare
un’immobilizzazione parziale mantenendo l’asse
testa-collo-tronco.
Sono necessari almeno 3 soccorritori, uno a
sostenere la testa e il collo e due per applicare il
KED.
Nella donna gravida si evita di chiudere i lacci
addominali e cosciali.
Nella sospetta frattura di femore o anca si evita di
chiudere i lacci cosciali.
Si deve comunque sempre applicare prima il collare
cervicale.
STECCOBENDE
Sono immobilizzatori per arti e sono efficaci
nell’immobilizzazione delle lesioni
muscolo-scheletriche.
Va applicata ogni volta che si sospettano lesioni e
servono per prevenire i movimenti dei monconi ossei
o dei capi articolari lussati limitando anche il
dolore.
Le steccobende esistono di due tipi:
RIGIDE costituite con scheletro di alluminio e
un rivestimento in spugna ricoperta di materiale
plastico lavabile, presentano l’inconveniente di non
adattarsi all’arto.
A DEPRESSIONE in vinile, ripiene di aria e
microgranuli di polistirolo, sono morbide ed
adattabili all’arto, trasformabili in rigide con
l’ausilio di una pompa di aspirazione.
Per il posizionamento sono necessari due
soccorritori, uno per tenere l’arto e l’altro per
posizionare la steccobenda.
PRESIDI DI RACCOLTA E
TRASPORTO:
- BARELLA BIVALVA
- TOBOGA
BARELLA A CUCCHIAIO
E’
un mezzo idoneo per raccogliere e spostare i feriti,
ma non rappresenta un valido strumento per il
trasporto.
E’ in struttura metallica allungabile munita di
cinghie per il fissaggio della vittima.
Sono necessari almeno 3 soccorritori, il paziente
deve essere supino, si posiziona la barella al lato
della vittima per regolare la lunghezza, si aprono
le valve e si
posizionano sotto il paziente stesso e si
richiudono.
TOBOGA
Viene utilizzato soprattutto per il recupero di
feriti in zone impervie.
Può essere agganciato, tramite verricello, per il
trasporto con elicottero.
PRESIDI DI
IMMOBILIZZAZIONE TOTALE:
TAVOLA SPINALE COMPLETA
MATERASSO A DPRESSIONE
TAVOLA
SPINALE
Questa permetta l’immobilizzazione completa del
corpo, il recupero e trasporto della vittima in
condizioni ambientali difficili mantenendo
l’allineamento testa-collo-tronco e arti.
La tavola spinale è un piano d’appoggio rigido, in
materiale plastico non deformabile; ha un fermacapo
per l’immobilizzazione della testa e cinghie di
contenimento; è radiotrasparente e segue il paziente
durante l’iter diagnostico intraospedaliero.
Per il posizionamento della tavola spinale sono
necessari 4 soccorritori ben addestrati.
La vittima viene posizionata con la rotazione
laterale, talvolta ci possiamo aiutare con la
barella a cucchiaio quando la rotazione laterale è
indaginosa.
MATERASSO A
DEPRESSIONE
Questo
permette l’immobilizzazione totale del traumatizzato
adattandosi alla forma del corpo permettendo così
alla vittima di essere trasportata in qualsiasi
posizione. Per le stesse caratteristiche avvolgenti
e contenitive offre una buona protezione termica ed
una azione smorzante sulle vibrazioni durante il
trasporto, ottimo per l’ustionato.
E’ un materasso in PVC contenente microsfere di
polistirolo suddivise in comparti, ha una valvola
che permette attraverso una pompa di aspirazione di
conferire rigidità.
Sono necessari almeno 3 soccorritori, si devono
distribuire uniformemente le sfere poi si posiziona
la vittima e si effettua l’aspirazione modellando il
materasso al corpo del paziente.
Non essendo dotato di piano rigido può piegarsi e
flettersi durante il trasporto, può accidentalmente
forarsi perdendo così la rigidità.
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